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Allenamento o riposo……cosa faccio oggi?

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L’uomo, inteso come essere vivente, per sopravvivere (come specie) deve poter soddisfare principalmente a tre bisogni: mangiare, riprodursi e riposare. Tutto il resto delle azioni che quest’ultimo compie durante la sua giornata e nell’arco della vita sono tutte orientate alla realizzazione dei tre suddetti bisogni.

Detto questo occorre fare una breve considerazione, in antichità l’essere umano aveva un’attività fisica notevolmente più dinamica e continuativa, basti pensare che solamente un gesto che oggigiorno potremmo considerare banale come quello di portare a casa l’acqua poteva comportare ore di duro lavoro. Oggi al contrario abbiamo una vita notevolmente più agiata, la mente è molto più attiva, il corpo lo è di meno, e lo sport argina il divario di fisicità che ci separa dal vecchio mondo. Ma come funzioniamo? Cos’è che ci permette di muoverci, di correre e anche di allenarci? Immaginiamo l’uomo come una batteria, attraverso tutta una serie di azioni, mangiare e respirare accumuliamo energia che poi possiamo spendere in lavoro…movimento. Questa batteria, nonostante venga ricaricata in ogni momento dal respiro ed ogni giorno dal cibo necessita di uno “stacco”, e per stacco intendiamo il riposo. Pensando al “riposo” ognuno di noi immagina un bel sonno a letto, ma il riposo è un concetto molto più ampio della pur importante dormita. Dunque, potremmo scindere il riposo in tre categorie: IL SONNO, IL RECUPERO FISICO, IL RECUPERO MENTALE. Partiamo dal primo, il sonno, il più importante, quello senza il quale l’uomo non può vivere. Innanzi tutto occorre specificare che ancora oggi il sonno rimane uno dei più grandi misteri del corpo umano, si sa comunque con una relativa certezza che il lavoro fisico mette in crisi l’organismo e che mentre dormiamo il nostro corpo innesca tutta una serie di meccanismi biochimici e fisici di “ricostruzione”. E sempre durante il giorno il nostro cervello immagazzina informazioni mentre di notte le riordina letteralmente. Queste due sfaccettature fanno in egual misura parte di un processo molto delicato quanto insostituibile che rende il sonno una fase fondamentale della vita dell’uomo, senza il sonno non si può sopravvivere.

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La seconda categoria è il recupero fisico, anche se nel sonno appena descritto avviene buona parte del recupero fisico questa categoria (il riposo) è molto più ampia. Molto spesso se l’individuo somministra ritmi di lavoro (inteso come lavoro fisico o allenamento) che potremmo definire straordinari, cioè molto intensi, non è possibile perseguire per lunghi periodi una routine che apparentemente sembra logica ovvero “di giorno lavoro + di notte dormo” ma occorre a seconda dei casi e degli individui somministrare una giornata o più di recupero fisico in cui non si svolgono grandi attività muscolari.

La terza categoria, il recupero mentale, è solitamente il tipo di riposo più trascurato nell’epoca moderna. Basti pensare che una vita frenetica, oggi molto comune, da origine a livelli di stress talvolta allarmanti, con conseguente rilascio continuativo di cortisolo, un ormone prodotto dal corpo che serve a tenere “in allerta” il nostro fisico, ma che a lungo andare ha effetti deleteri come la perdita di peso, l’ipertensione, ed ha un’influenza molto negativa sul nostro stato psicofisico. Ne consegue che anche se apparentemente tutto funzioni bene, nella nostra vita non possono mancare dei momenti di relax mentale per tenere a bada lo stress e dare sollievo al nostro cervello. A volte ci si prende un weekend di riposo mentale ma lo si passa tra telefonino e internet, e anche se si fa una gita fuori porta non si riesce a distaccarsi mai completamente dai problemi quotidiani. Come fare? La risposta ci arriva dall’antico oriente, dove tutti oltre a praticare arti marziali utilizzavano parte della loro giornata nella meditazione. La meditazione intesa come liberazione della mente assume un ruolo determinante nell’interruzione della routine in cui spesso il nostro cervello si “inceppa”. Bastano pochi minuti al giorno di meditazione perché il nostro cervello letteralmente “tiri un sospiro di sollievo”.

La con la speranza di aver fatto una cosa gradita, ci auguriamo che i lettori possano trovare spunto dalla nostra esperienza, buon weekend a tutti!!!

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